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Generazione 2.0

Il riciclaggio dei cyber criminali dietro il business dei giochi online

Uno studio conferma come la criminalità informatica stia utilizzando questo canale digitale per ottenere facilmente denaro contante pulito.

Desk2
martedì 6 maggio 2014 18:14

È una verità scomoda quella che evidenzia il report Jackpot! Money Laundering Through Online Gambling redatto da McAfee, la sussidiaria di Intel che si occupa di soluzioni di sicurezza. Una verità che fa luce sulle dinamiche meno appariscenti (e fuorilegge) del gioco d'azzardo online, un settore destinato a crescere ancora del 30% nei prossimi tre anni.

Perché si può parlare di verità scomoda? Perché questo studio conferma come la criminalità informatica stia utilizzando questo canale digitale per ottenere facilmente denaro contante "pulito". Gli enormi volumi di transazioni e flussi di cassa dei siti dedicati all'online gaming, in altre parole, sono strumenti ideali per mascherare il riciclaggio di denaro: ingenti somme di origine illegale possono essere cioè ripulite all'ingresso con una scommessa e ritornare agli illegittimi proprietari sotto forma di vincite al gioco d'azzardo telematico. Che, questo uno dei "bachi" del sistema, sono esentasse in molte giurisdizioni e di fatto non rintracciabili dalle autorità competenti.

Nel "Dark Web" si gioca con le valute virtuali

Il report, in tal senso, certifica la facilità con cui i siti di gioco online semplificano il processo di riciclaggio; il numero di siti non autorizzati supera infatti di oltre 10 volte quello degli operatori autorizzati mentre molti sono siti che operano sul Web clandestino (il cosiddetto "Dark Web") sfruttando anche le valute virtuali. In questo scenario in cui i flussi di denaro si spostano molto velocemente all'interno e tra nazioni diverse, come spiega in una nota Troels Oerting, il responsabile dell'European Cybercrime Centre, entrano in gioco i cybercriminali, che vedono nel gioco online una nuova e assai remunerativa "opportunità di business" a rischio limitato.

Come viene ripulito il denaro sporco

Nel denunciare un fenomeno dalle dimensioni sempre più consistenti, McAfee ha identificato tre aree critiche alla base dello sfruttamento del gioco d'azzardo online per riciclare il denaro frutto di attività illegali. La prima di queste è l'anonimato dei giocatori. Gli operatori dichiarano esplicitamente il fatto che ai propri clienti è garantito un elevato livello di riservatezza, tanto che in alcuni casi gli utenti non sono tenuti a fornire alcuna informazione personale per accedere alle piattaforme di gioco. Da qui il vantaggio per i pirati informatici nell'acquistare illegalmente valute virtuali in forma del tutto (o quasi) anonima.

Nei casinò online i trasferimenti di denaro avvengono attraverso svariate modalità: carte di credito e debito, carte prepagate, bonifici bancari, transazioni Ach (Authomated Clearing House), assegni, gateway di pagamento, debiti e crediti su fatture telefoniche. Scambiare i soldi nelle sale da gioco virtuali avviene in tutti i modi eccetto ovviamente i contanti, ed è questo che rende il monitoraggio dei percorsi del denaro un esercizio molto complesso per le forze dell'ordine.

Il terzo ostacolo è infine rappresentato dalla numerosità dei siti online, così tanti da rendere improbo il compito per le autorità locali, che scaricano sulla sola Polizia questo onere. A novembre 2013, si legge nel report, c'erano circa 104 giurisdizioni internazionali che regolavano un totale di 2.734 siti di gioco su Internet, facenti capo a 867 diversi proprietari. La percentuale di siti "canaglia" sul totale non è trascurabile e cresce significativamente in proporzione al continuo aumento dei siti illegali che nascono ogni giorno (una decina almeno).

Come sconfiggere il fenomeno

Se partiamo dal presupposto, evidenziato da uno degli autori dello studio, il Chief technology officer di McAfee a livello Emea, Raj Samani, che "consapevolmente o inconsapevolmente gli operatori di casinò online stanno alimentando il proliferare della criminalità informatica, rendendo facile ottenere denaro liquido dai crimini perpetrati" sembrerebbe che ci siano poche speranze per porre rimedio al problema. E questo perché via via che i siti per il gioco d'azzardo diventano più diffusi e popolari (con più giochi, più opzioni di accesso e sempre più metodi di transazione), gli operatori diventano loro malgrado ignari complici dei cybercriminali che nascondono guadagni illeciti.

Dove intervenire dunque? Secondo Samani è necessario che giochino questa partita, facendo fronte comune, molti e diversi attori: le autorità transfrontaliere, le forze dell'ordine, gli Internet service provider, le società di sicurezza Informatica, il mondo accademico e le istituzioni finanziarie. È la stessa industria del gioco d'azzardo online che deve, in buona sostanza, chiudere questo circolo vizioso, interrompendo le pratiche illegali del crimine informatico. Per il momento si parla di presa di coscienza della situazione, di un primo passo necessario per dare luogo a una successiva azione. I cybercriminali, intanto, continuano a fare il loro gioco, in cerca del loro particolare "jackpot".

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