Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop


Mondo media

Editoria, 80 testate e tremila posti di lavoro a rischio, mille già persi

Dati drammatici dall'audizione alla Camera di Mediacoop. Siamo sotto il livello di vendite degli anni Cinquanta. Più della metà della pubblicità alle Tv nazionali.

AdminSito
giovedì 2 ottobre 2014 17:52

Luca Lotti, sottosegretario con delega all'editoria
Luca Lotti, sottosegretario con delega all'editoria

Nell'audizione alla commissione cultura della Camera Mediacoop ha fornito dati drammatici della crisi dell'editoria: 80 testate e tremila posti di lavoro a rischio.

"Le risorse del Fondo per i contributi diretti all'editoria", ricorda Lelio Grassucci, presidente di Mediacoop, l'Associazione Cooperative Editoriali e di Comunicazione di Legacoop, "hanno subito negli ultimi anni tagli pesanti decimando il settore con la perdita di centinaia di migliaia di copie giornaliere". In questo modo, afferma Grassucci, "si e' assestato, nell'indifferenza generale, un colpo durissimo al pluralismo nonché al diritto e alla qualità dell'informazione".

Tremila posti di lavoro a rischio.
Più di mille posti di lavoro sono già stati perduti nell'ultimo anno e per altri tremila le prospettive sono più che incerte. "Una situazione insostenibile", secondo Mediacoop, che chiede al Governo e al Parlamento di "porre mano rapidamente alla redazione di un progetto complessivo di ristrutturazione e di rilancio del settore".

Mediacoop: "Subito gli stati generali dell'editoria"
Nel breve tempo, secondo Grassucci, occorre "convocare gli Stati generali dell'editoria; avviare un confronto con le strutture e gli operatori interessati e depurare il Fondo editoria dalle incombenze che impropriamente le sono state man mano affidate".

"Vendite a meno 22% in tre anni, basta tagli".
"Nell''ultimo triennio - aggiunge - la caduta della vendite è crollata del 22%, il che vuol dire che siamo sotto il livello degli anni Cinquanta".

Per questo sul finanziamento pubblico all'editoria non si deve più "procedere con la scure ma con il bisturi", visto che "sono 80 testate a rischio", dice riferendosi alla proposta di legge sull'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria presentata dal deputato del M5S, Giuseppe Brescia. E bisogna anche mettere mano al mercato pubblicitario, visto che la "raccolta è concentrata per più della metà dall''emittenza televisiva nazionale", con Rai e Mediaset che si prendono quasi tutto.

Lotti: "Abbiamo fatto scelte innovative"
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, Luca Lotti, replica così: "Siamo consapevoli che l'editoria è in crisi e che bisogna guardare la fotografia della realtà attuale, ma per la prima volta siamo innovativi in questo settore. Per la prima volta i finanziamenti sui prepensionamenti sono vincolati alle assunzioni. Nel decreto è previsto che su ogni tre prepensionati ci sia una nuova assunzione. Questo è un segno importante".

"Pronto il decreto che stanzia 47 milioni"
Il decreto che istituisce il Fondo straordinario per l'editoria per il triennio 2014-2016, ha spiegato Lotti, "è già in emanazione. La cifra dei 47 milioni di euro vale da settembre a dicembre. Sette milioni di euro riguardano innovazioni tecnologiche e start-up. E' previsto che si possa dedicare dunque una parte anche a chi inizia con un incentivo, un primo supporto".