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Mondo media

Editoria coop e non profit: a rischio 200 testate

Tutta l'editoria "minore" e 3.000 posti a rischio se non si ripristinano i fondi 2013-2014 tagliati retroattivamente. Al via la campagna: "Meno giornali=meno liberi".

AdminSito
martedì 17 febbraio 2015 11:12

Se Governo e Parlamento non ripristineranno i contributi all'editoria per il 2013 (tagliati retroattivamente a bilanci già chiusi) e il 2014, circa 200 testate e 3.000 posti di lavoro di giornalisti, grafici e poligrafici saranno a rischio. Ben 30 testate hanno già chiuso i battenti nel 2014 e 800 i giornalisti sono rimasti senza lavoro. Ad annunciare i numeri del disastro dell'editoria "minore" (politica, cooperativa e non profit) sono nove associazioni sindacali del settore ( ACI Comunicazione, Mediacoop, FILE, FISC, FNSI, Articolo 21, SLC-CGIL, ANSO e USPI), che hanno lanciato la campagna "Meno Giornali = Meno Liberi", il cui simbolo è una palla di giornali malamente accartocciati per salvaguardare il pluralismo dell'informazione e per una riforma urgente dell'editoria.

La petizione: "Rivedere i tagli e riformare il sistema"
Il primo atto della campagna è una petizione, pubblicata sul sitowww.menogiornalimenoliberi.it e su tutti i social network con l'hashtag #menogiornalimenoliberi, con cui si chiede di mettere mano ai tagli immotivati del contributo diretto all'editoria e di avviare subito un Tavolo di confronto sull'indispensabile riforma dell'intero sistema dell'informazione (giornali, radio, tv, internet).

Cosa succede se la situazione non viene sanata
Le testate a rischio vanno dai quotidiani locali alle riviste di idee e ai periodici di comunità, dai settimanali cattolici agli organi di informazione delle minoranze linguistiche, ai giornali nazionali di opinione. Complessivamente sono in gioco 300 milioni di copie e 500mila pagine di informazione all'anno. Se la situazione non dovesse essere sanata - sostengono i promotori della campagna - i costi supererebbero la dotazione del Fondo per l'editoria (90 milioni per il 2015), con danni gravissimi per l'indotto (tipografie, trasporti, distributori, edicole) e le economie locali.

Testate politiche, coop e non profit penalizzate due volte
Il paradosso è che in questo modo le cooperative e le realtà editoriali senza scopo di lucro pagherebbero due volte gli abusi che si sono verificati in passato e che giustamente sono stati denunciati a più riprese: prima perché c'erano soggetti che ricevevano indebitamente i contributi, ora perché la battaglia per l'abolizione dei finanziamenti pubblici portata avanti da alcune forze politiche rischia di farle scomparire per sempre.

Mattarella: va garantito il pluralismo dell'informazione
I promotori ricordano inoltre che la Carta fondamentale dei Diritti dell'Unione Europea impegna ogni Paese a promuovere e garantire la libertà di espressione e di informazione, mentre lo Stato italiano è agli ultimi posti in Europa per l'investimento pro capite a sostegno del pluralismo dell'informazione. Un richiamo, quest'ultimo, fatto proprio anche dal Presidente Mattarella, che nel suo discorso di insediamento ha ricordato come garantire la Costituzione significhi "garantire l'autonomia ed il pluralismo dell'informazione, presidio di democrazia".

"Senza questi giornali - scrivono i promotori nell'appello - l'informazione italiana sarebbe in mano a pochi grandi gruppi editoriali e in molte regioni e comuni rimarrebbe un unico soggetto, monopolista di fatto, dell'informazione locale e regionale.

Senza questi giornali, impegnati da sempre a narrare e confrontare con voce indipendente testimonianze e inchieste connesse a specifiche aree di aggregazione sociale e culturale e ad affrontare con coraggio tematiche di particolare rilevanza a livello nazionale, l'informazione italiana perderebbe una parte indispensabile delle proprie esperienze".

(Fonte: agenzie)