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Mondo media

Assunzioni, sgravi anche nel 2016 ma del 40%

Prorogati anche al 2016 gli sgravi contributivi, ma solo per le assunzioni a tempo indeterminato, del 40% invece che del 100% e per 2 anni anziché 3. Nel 2015, 870 domande.

Cla.Vi.
venerdì 29 gennaio 2016 16:27

Gli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo pieno e indeterminato varranno, sia pure in misura molto più ridotta, anche per il 2016. Il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi ha approvato, all'unanimità, la delibera che applica anche ai giornalisti l'esonero contributivo previsto dalla legge di Stabilità 2016, che però diventerà operativa solo dopo l'approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti.

Gli sgravi scendono al 40% e non valgono per i contratti a termine
A differenza del 2015, tuttavia, lo sgravio è previsto per una durata massima di 24 mesi (prima erano 36) e nella misura del 40% dei contributi previdenziali complessivi a carico dei datori di lavoro (prima era il 100%), con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Inail, con un limite massimo di importo pari a 3.250 euro annui (prima erano 8.000).

E' inoltre confermato, come già nel 2015, che dopo l'introduzione del Job's act non sono più previste agevolazioni per le assunzioni a tempo determinato, che prima davano diritto a uno sgravio del 50% che poteva diventare totale in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato. Una limitazione, questa, che penalizza molto le assunzioni nel settore dell'editoria, dove i contratti a termine erano (e sono ancora) molto diffusi.

Nel 2015 870 domande di assunzioni
Lo scorso anno la politica degli sgravi ha favorito la presentazione di 870 domande di assunzione, di cui 600 per nuovi posti di lavoro e 270 per la trasformazioni di contratti a termine. Una piccola boccata d'ossigeno per il mondo dell'editoria, che negli ultimi tre anni ha perso più di 3.000 posti di lavoro.

Ma la crisi è tutt'altro che superata e non bastano gli incentivi di Stato. Occorrerebbero anche degli editori che sapessero fare gli editori, capaci di stare in un mercato in rapida e continua trasformazione, di affrontare con idee e risorse la sfida di Internet e dell'innovazione multimediale. E occorrerebbero organismi (il sindacato, l'Ordine) e una categoria ben più determinati e compatti di quello che sono. Ma tant'è.